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Il libro è diviso in tre parti. Prima c'è la terra, perché perdere l'uso delle gambe è come cadere senza rialzarsi completamente e, stando seduti su una carrozzina, lo sguardo all'orizzonte si abbassa al livello delle maniglie delle porte ma i piedi non affondano più nella terra né possono sentirne la consistenza.
Poi c'è l'aria, forse perché l'incontro con Giovanna, la Donnagatto, l'impatto con la sua intraprendenza e sfrontatezza, svela alla protagonista come alcuni fantasmi si possano rendere più leggeri se si fanno fluttuare nell'aria sotto forma di parole ed immagini.
E infine c'è l'acqua l'unico elemento in cui si può stare a galla semplicemente lasciandosi andare.

"In questo universo parallelo, con le sue leggi diverse dalla terraferma, non ho bisogno di essere sostenuta da nulla, mi fondo come ogni altro elemento con l'acqua".

Trovi l'intera recensione sul mio blog http://lesereneredellasere.myblog.it/la-notte-ha-la-mia-voce-di-alessandra-sarchi/