Un sogno sull'oceano
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Materiale linguistico moderno

Ballerini, Luigi

Un sogno sull'oceano

Abstract: Età di lettura: da 7 anni


Titolo e contributi: Un sogno sull'oceano / Luigi Ballerini

Pubblicazione: Cinisello Balsamo : San Paolo, 2019

Descrizione fisica: 217 p. ; 22 cm

EAN: 9788892218994

Data:2019

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: Storico <genere fiction> (0) R G Viaggi e racconti storici (0) Sentimentale e Romance <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Target: elementari, età 6-10
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 98 copie, di cui 26 in prestito.

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Introduzione
Avete in mente la tragedia del Titanic? Quella di cui parlano i libri di storia, alcuni romanzi e persino alcuni film? Ecco, questo libro è il racconto di quel naufragio, ma affidato qui a dei narratori un po’ speciali. L’affondamento è ripercorso quasi in diretta attraverso la voce di uomini “veri”: i cuochi del transatlantico, diversi fra loro ma di fatto tutti uguali dietro i fornelli, accomunati da un’identica passione per la cucina ma anche da un’identica sorte.
Sono loro che fanno quasi salire il lettore di oggi a bordo del Titanic. Anzi, lo prendono per mano già a Londra, prima che la nave salpi per New York, perché c’è da scegliere la brigata che lavorerà nel Ritz, e da ultimare l’acquisto delle provviste.
La vicenda narrata dal romanzo si svolge in dieci giorni: cinque sulla terraferma, quando fervono i preparativi, e cinque in mare aperto, prima del tragico impatto. Ed ogni giorno corrisponde ad un capitolo mentre più spazio è dedicato alla narrazione del naufragio, che però lascia in sospeso la storia personale di ogni personaggio: non si sa se perderà la vita o meno cadendo a picco insieme alla nave. Luigi Ballerini, l’autore, non ce lo dice nella storia, ma è uno di quei dettagli che aggiunge alla fine, in coda, dove si trovano le biografie degli uomini della brigata, fotografie della truppa, i menù proposti dal Ritz, le canzoni che facevano compagnia agli ospiti nelle serate, nelle sale da ballo.
Leggere questo libro è come tornare all’aprile del 1912, entrare nei sogni di quegli uomini e di quelle donne che partivano alla ricerca di una vita migliore. Non c’è solo il racconto del disastro. Certo, quello del Titanic è stato un fallimento ingegneristico… ma a bordo non c’erano solamente lamiere, bulloni e tiranti. C’erano anche desideri, sogni ed emozioni, in carne e ossa. E questo libro li racconta tutti, con forza e delicatezza al tempo stesso, riportando il lettore a quel lontano 15 Aprile, giorno in cui la nave venne speronata da un iceberg mentre navigava al largo delle coste americane. A poche ora dalla meta, con una velocità disarmante, venne divorata dalle gelide e profonde acque dell'oceano, con gran parte del suo carico umano.
In “Un sogno sull’oceano” Luigi Ballerini dà voce a Luigi, Seb, Italo e Alice. Nel rispetto di una rigida scala gerarchica che li metterà in contrapposizione fra di loro c’è spazio per l’amore - come quello che unisce Italo e Alice, che si sono conosciuti sul ponte della nave - ma anche per la rabbia che unisce Luigi, il primo chef, e la brigata durante il naufragio. Ma c’è spazio anche per l’amicizia, il desiderio, la disperazione.
La narrazione - che è affidata a tre narratori diversi che si alternano - è sempre scorrevole e il lettore ha voglia di voltare pagina, di saperne di più. Scene allegre sono accompagnate da altre più tristi, il racconto della paura lascia spazio a quello dell’amicizia o dell’amore, e viceversa, senza annoiare.

L’ambientazione
La storia viene narrata principalmente sul Titanic, prima ormeggiato in un Porto londinese, e poi sull'oceano.
Nella prima parte del libro si è sulla terraferma: i vari narratori salutano le loro famiglie nelle proprie case, al porto il primo chef fa i colloqui per scegliere i membri della brigata. Siamo a Londra.
Poi si sale a bordo del Titanic e gli ambienti della narrazione cambiano: si sale sul ponte, si visitano le cabine, si va sottocoperta, si entra nel Ritz, in cucina…
Siamo in mare aperto, nell’Oceano Atlantico.

I personaggi
I protagonisti sono tre e corrispondono ai tre narratori: Luigi Gatti, Ugo Banfi e Italo Francesco Donati, tutti di origini italiane.
Luigi Gatti è forse è il personaggio più importante della storia. E’ un papà, uno chef Stellato, un uomo con tante responsabilità sulle spalle: sta a lui scegliere gli uomini che cucineranno per l’intera nave, decidere il menù e cosa portare in tavola. Questo chef viene descritto come un uomo che ce l'ha fatta, ed effettivamente sembra così: Luigi ha già moglie e figlio, ha lavorato sull’Olympique, è diventato primo chef, ha inseguito il suo sogno finché non è diventato lui stesso il sogno di tutti i ristoranti. Ogni lettore - così come è capitato a noi - non può che identificarsi in lui: “Monsieur Gatti” ricorda che se si rincorrono i sogni, prima o poi si realizzano.
Inoltre sa circondarsi degli uomini giusti e molto probabilmente anche noi avremmo fatto le sue scelte quando seleziona la brigata: mette ai fornelli ragazzi giovanissimi, dà loro una chance, non ha paura che sbaglino e continua a ripetere “da una parte dovranno pure cominciare e questa può essere una bella occasione per loro”. Sarebbe bello che tutti gli adulti la pensassero così!
Italo Francesco Donati ha 17 anni, è uno dei 30 connazionali che compongono la Brigata del Ritz. Luigi Gatti ha piena fiducia in lui e fa bene, perchè è un ragazzo che si dà molto da fare, impegnandosi in tutto ciò che fa. Nel corso del racconto Italo avrà anche una storia d'amore con Alice che sale sul Titanic per fare da balia ai bambini della famiglia Allison.
Ugo Banfi ha 24 anni, è nato a Caravaggio, in provincia di Bergamo, il 9 dicembre del 1887. E’ figlio di Giuseppe Antonio Banfi e Francesca Paltenghi: queste sono le uniche cose che si sanno con certezza di lui. Tutto il resto, compresa la sua “fine”, è avvolto nel mistero. Il Titanic è stata la prima ed ultima nave su cui si è imbarcato. Dopo il naufragio il suo corpo - se recuperato - non è mai stato identificato, ma nel cimitero di Caravaggio è presente una targa che lo ricorda . I suoi parenti dopo l’affondamento hanno ricevuto l'indennizzo di 60 sterline.

I personaggi secondari
Oltre ai tre narratori compaiono sulla scena altri personaggi piuttosto importanti. Per esempio c’è Alice, la donna di cui si innamora Italo e che sogna di sposare dopo la traversata; per loro due è stato amore a prima vista: si sono conosciuti sul ponte del Titanic ed ogni sera si trovano sempre lì, giurandosi amore eterno. Quando il Titanic affonda tutto il sogno di diventare una famiglia viene però infranto perché, come si vede anche nel film “Titanic”, solo uno dei due si salverà.
Poi ci sono i vari componenti della Brigata, come Seb il lavapiatti, Thomas il cameriere… Sul Titanic si incontrano anche gli addetti ai motori e i passeggeri, tutte famiglie benestanti che si possono permettere un viaggio su un transatlantico.

La scena culminante
Essendo un racconto basato su un fatto storico così importante, si sa anche prima di iniziare a leggere che la scena culminante è quella in cui l'iceberg sperona il Titanic. Questi istanti sono narrati da tutti e tre i punti di vista.
Il concetto che al lettore arriva molto forte è che i vari sogni dei personaggi si infrangono. Italo ed Alice sono costretti a separarsi perché Italo dovrà lasciare per ultimo il transatlantico: è un cameriere e prima di lui devono salire sulla scialuppa i bambini, le donne e i vari ospiti. Italo sarà l’ultimo degli ultimi: evacuano prima di lui anche tutti gli addetti ai motori.
Luigi non potrà rivedere più suo figlio e sua moglie.
Seb non diventerà uno chef….
Gli ultimi tragici attimi vengono raccontati uno per uno, rendendoli una vera e propria storia nella storia.
Il racconto termina con un finale che lascia molto spazio all’immaginazione del lettore e che per scelta di Ballerini non rispecchia totalmente la realtà.
Tutti sanno che cosa è successo al Titanic e anche il momento in cui è successo, ma non sanno il “come”. L’autore in questo libro lascia spazio proprio al racconto delle singole esistenze spezzate, entra nelle loro vite, nei loro ricordi, nei loro sogni…. e glieli fa raccontare.
Ecco perché la scena culminante è anche qui il naufragio ed è stato ampliato, gli sono state dedicate molte pagine. E se fossimo stati noi gli autori di questo libro avremmo fatto la stessa cosa, per narrare il COME.
Il romanzo può essere sintetizzato con una “curva a campana”. La scena iniziale avviene a Londra, con i colloqui da parte di Ugo Banfi e Luigi Gatti per creare la brigata che salirà a bordo del Titanic, la nave gemella dell'Olympique. Nell’incipit si parla anche dei preparativi, di tutte le cose che si fanno prima di salpare: Luigi Gatti ricerca nobili e gustose pietanze da portare nel suo ristorante, il Ritz; Ugo Banfi scrivi ai parenti; Italo Donati svuota l’appartamento di Londra.
Poi viene narrata la partenza del Titanic: la nave salpa, tutti i passeggeri sfilano per salire sul ponte. C'è tanta attesa da parte della Brigata. Si percepisce l’eccitazione della prima cena a bordo. I cuochi si danno da fare dietro i fornelli e si conoscono sempre di più. Tra Italo e Alice è subito amore.
Ma presto arriva la tragica notte. Sono le due. Si sente un boato. Il transatlantico va a sbattere contro un iceberg. Si dà l’ordine di evacuare. Scoppia il caos. Il capitano cerca di gestire la salita sulle scialuppe. Ciascuno cerca i propri cari, nessuno si vuole separare da chi ama, ma lo si deve fare.
Cosa è successo? Ci sono responsabilità? Di chi è la colpa? Il narratore principale se lo chiede e se lo domanda anche il lettore.

Il modo di scrittura
Una cosa molto positiva di questo modo di scrivere è che non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine. Riga dopo riga ci si immerge sempre di più nel racconto e si diventa quasi parte della storia. Si va sottocoperta con Luigi, sul ponte con Alice e ai tavoli con Ugo… Si scherza con loro, ma si soffre anche con loro….
E questo coinvolgimento riescono a ottenerlo solo pochi e bravi scrittori.
Un'altra cosa positiva che abbiamo notato è che Ballerini riesce ad ampliare dei piccoli momenti rendendoli delle vere e proprie storie. Come abbiamo già detto prima, costruisce delle storie nella storia, e le racconta in un modo molto particolare, come quando narra la preparazione dei piatti da servire. Lo fa usando un linguaggio molto ricco e vario che permette di visualizzare meglio le immagini come fosse un film; non usa metafore ma arriva lentamente al cuore della storia utilizzando delle descrizioni. Rallenta molto la narrazione perchè si sofferma sui dettagli e sulle sequenze descrittive. Forse in alcune parti esagera pure, come quando racconta della partenza da Londra: 40 pagine per narrare che il Titanic salpa dal porto! A qualcuno potrebbe non piacere troppo questa lentezza e forse alcune sequenze narrative in più potevano starci.
Solo qua e là, cioè verso la fine, i passaggi riflessivi e pochissime le sequenze dialogiche: il lettore si immagina ciò che i personaggi potrebbero dirsi fra di loro.

I temi universali
I temi che vengono affrontati in questo romanzo sono molti. Si parla del senso della vita e della morte, di valori come l’amore e l’amicizia, di sentimenti quali la disperazione, la solidarietà e si riflette sul tema della "gerarchia” sociale e sui vari ruoli. Diciamo infatti che si possono notare le differenze tra giovani e adulti, tra uomini e donne, ricchi e poveri, nel mondo di inizio Novecento. Cioè, si raccontano queste differenze riferite al mondo a bordo della nave, ma sono valide un po’ per tutta la realtà.

La nostra opinione
Leggendo ci siamo sentiti costantemente parte della storia, anche se nella nostra vita non abbiamo vissuto dei momenti così tragici che ricollegano a questa vicenda. Crediamo che la storia sia perfetta così ed anche che non bisognerebbe creare un seguito. La conclusione lascia il lettore senza fiato, non si sa chi sia morto nel naufragio e chi sia riuscito a salvarsi, ma questo è il bello del libro… Alcuni misteri vengono svelati nelle pagine aggiuntive.
Leggere “Un sogno sull’oceano” non annoia, coinvolge, insegna e appassiona.
L' Episodio
L’episodio più significativo di questo libro è il naufragio, che rappresenta anche la scena culminante.
Fra il 15 e il 16 aprile 1912, alle due di notte, si sente un boato: un iceberg sperona il Titanic sulla fiancata destra, creando un profondo squarcio di circa novanta metri. Il capitano capisce subito la gravità della situazione e allarma tutto lo staff. Dopo circa un quarto d’ora tutti i passeggeri della nave sono a conoscenza che il grande transatlantico sta affondando. Bisogna immediatamente abbandonare l’imbarcazione. C’è il caos. Gente corre sul ponte, chiede aiuto. Dominano paura e terrore.
Ad un certo punto si sente uno sparo. Il comandante chiede silenzio. Ordina l’uscita scaglionata sulle scialuppe di salvataggio, dicendo “prima i bambini e le donne, poi gli uomini ed infine lo staff”. Tutti cominciano a salire sui canotti. Fra loro anche il capitano. L’uomo che avrebbe dovuto restare al comando fino alla fine si mette in salvo, abbandona la “sua” nave.
Un gesto da codardo che nulla ha a che fare con tante piccole azioni “giuste”, come quelle del panettiere che lancia le pagnotte sulle scialuppe per i bambini, o quello del prete che decide di restare: scende nelle cucine con coraggio e, mettendosi la giacca, prima di iniziare a pregare con gli uomini dell’equipaggio, pronuncia queste parole: “Sono nato uomo, morirò da uomo”.
Man mano si continua così, tutti salgono sulle scialuppe tranne i membri del ritz, la cui sorte è già stata scritta.
Questo episodio merita di essere raccontato perché è il più significativo nel racconto.
Questo episodio riporta alla mente una scena simile, che si è verificata esattamente 100 anni dopo: il 13 gennaio 2012 la nave da crociera Costa Concordia si è incagliata vicino alla scogliera dell’Isola del Giglio. L’incidente ha provocato 32 morti e anche in questo caso il comandante Schettino si è dato alla fuga.

La Conclusione
Se si vuole conoscere la storia “del" Titanic ma anche “sul” Titanic, cioè le storie di vita di coloro che erano a bordo, che ci lavoravano, e che sognavano, questo libro è perfetto!
Non è un semplice romanzo: è un’emozione unica, è uno sguardo al passato, un ritorno al presente. Non è una storia che parla solo del grande transatlantico e del suo errore ingegneristico. Ma è un romanzo che accoglie l’uomo, con i suoi sentimenti: gioia, tristezza, paura, amore. Potrebbe sembrare una storia tristissima, per cui piangere, ma non è così perchè - pur se tragica - ricorda che in ogni vicenda c’è posto per la solidarietà e per i sogni. Sogni sull'oceano, di una vita a due, di ricchezza e di successo lavorativo, magari con qualche stella da chef sul petto.

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