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Abstract: "Noi accettiamo di diventare dipendenti da qualcosa perché la dipendenza è vita allo stato più puro: la dipendenza è sangue e ossa e seme e acqua, denti e sudore, pelle, fuoco; la dipendenza ci fa stare in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo. È difficile smettere perché è impossibile accettare che niente ci farà sentire mai più così".Violetta Bellocchio sceglie di ripercorrere tre anni di alcolismo, tra i venticinque e i ventotto, tre anni che paiono dissolti in un prolungato blackout. Su consiglio della sua sober coach, si isola per un mese in una casa di campagna con un proposito preciso: rimettere insieme i pezzi. Porta con sé un quaderno e il desiderio di dire la verità, costi quel che costi, una parola al giorno. Le regole sono ferree: niente bugie, niente invenzioni, niente ospiti. Così, in ventotto giorni e in ventotto parole si snoda il percorso incerto e insidioso della disintossicazione, della volontà fragile e tenace di riunirsi con sé stessi. Perché il corpo, lo sente, non dimentica. Questo memoir è il racconto brutale e lirico di una possessione. Ma è anche il tentativo di trasformare la vergogna in un coltello affilato e la rabbia in una scintilla. "Il corpo non dimentica", libro già di culto, ritorna in una nuova edizione rivista e accresciuta, per sorprendere di nuovo con la lucidità dello sguardo e la spietatezza che sa farsi compassione, nel riconoscimento delle nostre debolezze ma anche delle nostre possibilità di riscatto.
Titolo e contributi: Il corpo non dimentica
Pubblicazione: 66THAND2ND, 12/06/2026
EAN: 9788832974898
Data:12-06-2026
"Noi accettiamo di diventare dipendenti da qualcosa perché la dipendenza è vita allo stato più puro: la dipendenza è sangue e ossa e seme e acqua, denti e sudore, pelle, fuoco; la dipendenza ci fa stare in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo. È difficile smettere perché è impossibile accettare che niente ci farà sentire mai più così".Violetta Bellocchio sceglie di ripercorrere tre anni di alcolismo, tra i venticinque e i ventotto, tre anni che paiono dissolti in un prolungato blackout. Su consiglio della sua sober coach, si isola per un mese in una casa di campagna con un proposito preciso: rimettere insieme i pezzi. Porta con sé un quaderno e il desiderio di dire la verità, costi quel che costi, una parola al giorno. Le regole sono ferree: niente bugie, niente invenzioni, niente ospiti. Così, in ventotto giorni e in ventotto parole si snoda il percorso incerto e insidioso della disintossicazione, della volontà fragile e tenace di riunirsi con sé stessi. Perché il corpo, lo sente, non dimentica. Questo memoir è il racconto brutale e lirico di una possessione. Ma è anche il tentativo di trasformare la vergogna in un coltello affilato e la rabbia in una scintilla. "Il corpo non dimentica", libro già di culto, ritorna in una nuova edizione rivista e accresciuta, per sorprendere di nuovo con la lucidità dello sguardo e la spietatezza che sa farsi compassione, nel riconoscimento delle nostre debolezze ma anche delle nostre possibilità di riscatto.
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