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Trovati 11 documenti.

La gioia, all’improvviso
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Materiale linguistico moderno

Vilas, Manuel

La gioia, all’improvviso / Manuel Vilas ; traduzione di Bruno Arpaia

Milano : Guanda, 2020

Abstract: "So che sono pazzo perché m'invento questa storia d'amore, perché m'invento la mia vita...". Dopo il grande, inaspettato successo del suo ultimo libro, il protagonista di queste pagine parte per un tour mondiale. Da un hotel all'altro - in Spagna, Portogallo, Italia, Francia e Stati Uniti - il suo è un viaggio che ha due facce: quella pubblica, in cui lo scrittore dialoga con i numerosi e appassionati lettori, e quella privata, in cui sfrutta ogni momento di solitudine per riflettere, tra improvvise illuminazioni e momenti di dolore e di confronto con il fantasma di sempre, la depressione. Che non vincerà, perché l'esperienza ha portato con sé la consapevolezza che tutto prima poi, tutto ciò che abbiamo amato e perduto, è destinato a trasformarsi in gioia: la gioia è ciò che resta, l'elemento più incomprensibile ma anche il più sacro di qualsiasi esistenza. E così il ritorno del passato, dei genitori perduti ma sempre vivi accanto a lui, e le avventure del presente, insieme a una nuova compagna, sono soprattutto un'occasione per celebrare la vita, un enigma che ha come unica spiegazione la bellezza. Come quella che ritrova nel legame pur complicato con i figli, spesso lontani, spesso vicini ma irraggiungibili, nello sforzo costante di riconquistarli, perché un padre altro non è che «un mendicante d'amore». Convinto che «tutto ciò che è importante succede nella famiglia», Manuel Vilas torna a raccontare una storia di famiglia e di famiglie, sempre in bilico tra autobiografia e invenzione: una storia che è anche quella della sua generazione e del suo paese. Una storia d'amore che riscatta il passato, e forse lo idealizza, perché «cos'altro si può fare con la vita se non idealizzarla»?

Non esistono posti lontani
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Materiale linguistico moderno

Faggiani, Franco

Non esistono posti lontani / Franco Faggiani

Roma : Fazi, 2020

Abstract: Roma, aprile del 1944. L'archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un carico di opere d'arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo, l'ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due decidono di scappare insieme per riportare le opere d'arte a Roma. In un avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad aiutarli nell'impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso carico tra imprevisti e nuove avventure. Paesaggi insoliti, valli fiorite e boschi, risvegliati dall'arrivo di una strana primavera, fanno da sfondo a questa vicenda sul valore dell'amicizia.

Tre contadini che vanno a ballare
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Powers, Richard

Tre contadini che vanno a ballare / Richard Powers ; traduzione di Luigi Schenoni

Milano : La nave di Teseo, 2020

Abstract: Il primo maggio 1914 tre giovani contadini del Westerwald, i fratelli Kinder, si dirigono verso una festa di paese per ballare e svagarsi. Nel tragitto si imbattono in un fotografo in bicicletta che, affascinato dai loro volti e dalla situazione, si offre di ritrarli vestiti a festa. È August Sanders e diventerà uno dei più importanti fotografi tedeschi della prima metà del '900. Pochi mesi dopo l'Europa precipiterà nel gorgo della guerra sconvolgendo le vite e i destini dei tre protagonisti di quello scatto. Molti anni dopo, negli Stati Uniti, un giovane vede la foto esposta in un museo e ne rimane affascinato. Ben presto scoprire il mistero delle origini di quel ritratto così inusuale diventa la sua ossessione. La sua ricerca scorre parallela a quella del redattore di una rivista che, avendo trovato una copia della foto tra i ricordi di famiglia, è costretto a scavare nel passato per capire cosa lo unisca a quegli uomini. Tre storie, cinque vite, che si snodano attraverso i grandi eventi del XX secolo e che, solo alla fine, convergeranno, mostrando al lettore i nessi sorprendenti che possono esistere tra il mito, la grande storia e le vicende di ognuno di noi

La sciagura di chiamarsi Skrake
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Westo, Kjell

La sciagura di chiamarsi Skrake / Kjell Westö ; traduzione di Laura Cangemi

Milano : Iperborea, 2020

Abstract: «Tutto è in prestito» recita un adagio finlandese sull'inafferrabilità della vita. Ma è proprio il bisogno di capire se stesso e la propria inquietudine a indurre Wiktor Skrake, incallito scapolo quarantenne di Helsinki, pubblicitario di successo e fondista, ad abbandonare tutto per scavare nel passato della sua famiglia sulle tracce di quella maledizione o vocazione al fallimento che sembra marchiarla. Si riannodano così i fili di una saga che abbraccia tre generazioni e un caleidoscopio di avventure tragicomiche, attraverso un secolo di storia finlandese e di ferite mai rimarginate. Dal misterioso nonno Bruno, parvenu conservatore segnato dalle esperienze inconfessabili vissute in guerra, allo zio Leo, idealista eclettico e sognatore, armato di una cultura enciclopedica e di una fede altrettanto salda negli alieni, al papà Werner, campione di lancio del martello e filosofo della pesca alla trota, fanatico di Elvis Presley e Jurij Gagarin, dotato di talenti e di una genialità tutta sua quanto della capacità di realizzare i propri sogni tramutandoli in rovinose catastrofi. È in lui che la vena di ostinazione e smodatezza degli Skrake si esprime in tutta la sua carica nefasta: un saggio-folle annoiato dalla contemporaneità che nel capitalismo rampante del dopoguerra sprofonda nelle sue passioni senza curarsi del mondo, un ossessivo in perenne lotta contro un destino indomabile e beffardo, preda dell'inguaribile solitudine che ha trasmesso anche al figlio. "La sciagura di chiamarsi Skrake" è il ritratto poetico di un eroico fallito che sembra personificare tutti i paradossi della condizione umana, è un'indagine originale sulla famiglia, le radici, e sulla storia che «è solo una fiaba crudele e irresponsabile» a cui siamo noi a dover dare un senso.

Grand National
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Materiale linguistico moderno

Buti, Roland

Grand National / Roland Buti ; traduzione di Sonia Folin

Milano : Solferino, 2020

  • Non prenotabile
  • Copie totali: 3
  • In prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Carlo Weiss è un giardiniere paesaggista. Ana, sua moglie, l'ha lasciato, ma i suoi capelli biondo tiziano e il suo corpo muscoloso punteggiato di lentiggini sono ancora al centro di un vuoto che non riesce a riempire. Passa le sue giornate con Agon, un professore di francese emigrato dal Kosovo che si guadagna da vivere alle sue dipendenze rendendo belli i giardini dei ricchi. Agon ha un passato oscuro e un presente che può vantare diverse zone grigie, ma la sua innocenza di bambino, così incongrua rispetto al corpo da colosso, ne fanno una presenza rassicurante, animata da un'elementare ma profonda saggezza. Mentre Carlo si dibatte nella sua solitudine e nelle sue incertezze, gli giunge la notizia che sua madre, novantenne, è sparita dalla casa di riposo. La ritroverà al Grand National, lussuoso hotel délabré al confine con la Svizzera, dove da ragazza durante la guerra portava il pane per conto di suo padre. È qui, nel suo paese natale, che la donna ha deciso di trascorrere i suoi ultimi giorni. È qui che il figlio verrà a sapere quali persone, sogni, paure hanno abitato la mente della madre, in quegli anni. Scoprendo infine, che le persone a noi più vicine sono quelle che non conosciamo mai fino in fondo

Una sirena a Parigi
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Materiale linguistico moderno

Malzieu, Mathias

Una sirena a Parigi / Mathias Malzieu ; traduzione di Cinzia Poli

Milano : Feltrinelli, 2020

Abstract: Una pioggia ininterrotta si abbatte su Parigi. La Senna è in piena, un'atmosfera apocalittica e surreale avvolge la città. I dispersi sono sempre più numerosi e il fiume trascina oggetti di ogni tipo. D'un tratto un canto ammaliante e misterioso attira l'attenzione di Gaspard Snow che, incredulo, sotto un ponte scopre il corpo ferito e quasi esanime di una sirena. Decide di portarla a casa per prendersene cura e guarirla, ma ben presto tutto si rivela più complicato di quanto non sembri. La creatura gli spiega che chiunque ascolti la sua voce si innamora di lei perdutamente fino a morire, e nemmeno chi, come Gaspard, si crede immune all'amore può sfuggire. Inoltre, come può un essere marino vivere a lungo lontano dall'oceano? Gaspard non si dà per vinto e trova nell'ingegno, nell'estro e nel potere dell'immaginazione gli strumenti per affrontare questa mirabile avventura e difendere un altro grande sogno: salvare il Flowerburger, il suo locale a bordo di una chiatta, un regno di musica, arte e libera espressione.

Gli ultimi giorni della nuova Parigi
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Materiale linguistico moderno

Miéville, China

Gli ultimi giorni della nuova Parigi : romanzo / China Miéville ; traduzione dall'inglese di Pierluigi Fazzini

Roma : Fanucci, 2020

  • Non prenotabile
  • Copie totali: 1
  • In prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: 1941. A Marsiglia nel caos della guerra, l'ingegnere americano e discepolo occulto Jack Parsons cerca di catturare e incanalare il potere immaginativo dei surrealisti, al fine di sconfiggere il Reich. Il suo esperimento cambierà il corso della guerra - e il volto della città - per sempre. 1950. Il surrealista Thibaut, cammina per le vie di una nuova e allucinogena Parigi, dove i nazisti e la Resistenza sono intrappolati in un conflitto senza fine, e dove le strade sono infestate da immagini e testi viventi - e dalle forze dell'inferno. Per fuggire dalla città, Thibaut dovrà unire le forze con Sam, un fotografo americano intento a documentare le atrocità del conflitto. Ma quando Sam viene cacciato, emergeranno nuovi e inquietanti segreti che metteranno alla prova tutte le loro convinzioni sulla lealtà dell'uno verso l'altro, sulla vecchia e la nuova Parigi, e sulla realtà stessa che li circonda.

Ricordami di te
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Materiale linguistico moderno

Maggio, Giuseppe

Ricordami di te / Giuseppe Maggio

Milano : Sperling & Kupfer, 2020

Abstract: È a una donna seduta accanto a lui, all'aeroporto Charles De Gaulle, che Marcello comincia a raccontare la storia di quanto accaduto a Parigi. La partenza, l'arrivo nella capitale francese. La ricerca di un appartamento. Le lunghe passeggiate apparentemente senza meta, così simili a quelle dei personaggi di cui è popolata la letteratura da lui amata, e durante una delle quali Marcello percepisce distintamente alcune parole. Un sussurro, un grido: «Vous êtes de retour, enfin». Una melodiosa ed evanescente voce di donna, impossibile da ignorare, inseguendo le cui tracce Marcello comincia a essere visitato da vere e proprie allucinazioni, morbide, limpide, solari: immagini folgoranti di luoghi e situazioni ignoti, eppure familiari. Fotogrammi di un altrove che, giorno dopo giorno, non smette di assediarlo e che presto si insinua nella trama della realtà. Nel frattempo, Marcello conosce Andrea, giramondo e profondo conoscitore della città, e Juliette, con cui comincia una tormentata relazione; fino a quando, alla Comédie Farnçaise, quella voce misteriosa prende finalmente corpo e assume le fattezze di un volto in carne e ossa, che sembra tuttavia appartenere a un'altra epoca, a un'altra Parigi. All'esordio nella narrativa, Giuseppe Maggio, tra i protagonisti della serie Netflix "Baby", ci trascina al centro di una Parigi multiforme - la metropoli di oggi, segnata dalle contraddizioni della contemporaneità, e quella resa immortale dalle pagine di Balzac - nei cui meandri si dipana una storia d'amore letteralmente senza tempo.

Lettere alla moglie di Hagenbach
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Materiale linguistico moderno

Aloe, Giuseppe

Lettere alla moglie di Hagenbach / Giuseppe Aloe

Soveria Mannelli : Rubbettino, 2020

  • Non prenotabile
  • Copie totali: 1
  • In prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Al criminologo di fama internazionale Flesherman, viene diagnosticata una forma di demenza senile. «Prima o poi sfocerà in Alzehimer» dice il medico. La risonanza emotiva di questa notizia criminis non è la stanzialità, ma la lontananza. Flesherman va a Berlino sulle tracce del cadavere di Rosa Luxemburg, e qui apprende la notizia della scomparsa dello scrittore Hagenbach. Decide così di dedicarsi alla ricerca dello scrittore come un detective che perde pezzi di pensieri, che parla con i cartelloni pubblicitari, che vaga per città e paesi di mare, cercando una scomposta linea geografica che lo possa portare ad Hagenbach, e che lo riavvicini a una specie di morbidezza della vita.

Odio
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Materiale linguistico moderno

Rielli, Daniele

Odio : romanzo / Daniele Rielli

Milano : Mondadori, 2020

Abstract: I giornalisti che oggi accusano Marco De Sanctis per una vecchia storia non sanno quanto avventurosa sia stata davvero la sua vita dal giorno in cui, anni prima, ha stretto amicizia con un eccentrico imprenditore del digitale, poi diventato il suo mentore. Non conoscono i dettagli della cavalcata che da lì in poi lo ha portato dalla provincia al cuore di una Roma di fine impero, fra palazzi opulenti e gabbiani che rovistano nella spazzatura; un viaggio drammatico, divertente e paradossale dietro le quinte del potere e dei media in cui Marco ha trovato e perso l'amore e si è dovuto ripensare da zero, accettando che la nostra è l'età della tecnologia, fino a fondare before, un'azienda di Big Data in grado di prevedere il comportamento di milioni di consumatori. I giornalisti non sanno nemmeno che al centro dei pensieri di Marco De Sanctis ora, più delle accuse e dei sospetti, ci sia il dispositivo che sta per lanciare sul mercato e la sua capacità di rivelare il cuore oscuro degli esseri umani. Non lo sanno perché non possono leggere "Odio", la sua inaspettata e sconvolgente confessione. Daniele Rielli conferma l'abilità di unire commedia e tragedia, di creare personaggi profondi e iconoclasti e accompagnarli a un'analisi delle forze che attraversano il nostro tempo, dal tema dell'odio sociale e della sorveglianza digitale fino al riemergere del Capro Espiatorio. "Odio" è un'opera dove è facile riconoscere il crepuscolo dell'Occidente in cui viviamo ogni giorno; le conseguenze che ci attendono appena oltre l'orizzonte sono però quelle che non osiamo immaginare - anche se si nascondono dentro ognuno di noi dalla notte dei tempi.

Nel girone dei bestemmiatori
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Prunetti, Alberto

Nel girone dei bestemmiatori : una commedia operaia / Alberto Prunetti

Bari ; Roma : Laterza, 2020

Abstract: «La storia, Elettra, comincia col nome». E allora andiamo alla ricerca del nome. O meglio, dei nomi: comuni, di cose, di attrezzi, di persone. Un elenco di nomi trascurati o dimenticati che conduce dritti in un inferno operaio dove Dante sta fianco a fianco a epici saldatori e ai protagonisti degli spaghetti-western. Una rutilante avventura tragicomica, al cuore dell'identità operaia di ieri e di oggi. «Dammi le parole come se fossero attrezzi. Tieni il filo del discorso. Fissalo a quel passante. Metti in squadra il racconto. Ecco il nonno operaio, la nonna casalinga stakanovista, il bisnonno muratore, il babbo scribacchino a cottimo. Ora srotola la storia come un filo d'Arianna per scendere in un mondo sotterraneo. Come in un sogno, leggerai di Renato, leggendario saldatore condannato alla manutenzione dei gironi infernali ("eh, avoglia a aspettà i dantisti a rabberzà ?sti cerchi!"). Sì, siamo alle solite: il vecchio sta per rovesciare l'inferno come un guanto e dribbla le fiamme dell'Erebo come se fosse Cruijff.» Tra vecchi attrezzi e modi di dire popolari, ogni cosa è uno spunto per ricordare e moltiplicare i racconti sulla vita di Renato. Avventure familiari tragicomiche, storie di calcio dei bassifondi, orgoglio working class, figuracce fantozziane, pantagruelici pranzi domenicali e lezioni di manutenzione di vecchie auto immortali. Ma all'improvviso la storia si infila in un inferno proletario dove gli scenari della Commedia di Dante si intrecciano con gli spaghetti-western di Sergio Leone. Una vecchia armonica risuona tra le labbra di Steve McQueen e fa da colonna sonora alla più grande evasione di tutti i tempi. Ovviamente la spalla che dovrà scardinare le porte degli inferi sarà quella proletaria di Renato. Una domanda si impone: da che parte starà Dante Alighieri? Anche il poeta cinto d'alloro gioca un ruolo in questa storia. Il finale è col botto e al lettore non rimane che ricordare le parole di James Coburn in un capolavoro di Sergio Leone: Giù la testa.