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Ambientato ad Auschwitz tra il 1942 e il 1943, racconta la vita quotidiana e i dilemmi morali dei funzionari nazisti e delle loro famiglie, contrapponendo i dettagli banali della vita domestica all'interno della "zona di interesse" con gli atti orribili che si verificano appena oltre le sue mura.
Attraverso le voci polifoniche dei personaggi, come l'ufficiale nazista Angelus Thomsen, il comandante del campo Paul Doll e il membro del Sonderkommando Szmul, il romanzo esplora la banalità del male, la disumanizzazione dell'Olocausto e l'impatto psicologico dell'essere testimoni e partecipanti ad atrocità.