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Tropico del Cancro
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Miller, Henry

Tropico del Cancro

Milano : Feltrinelli economica, 1982

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SILVIA FABBRI
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Che tu sia un Joyce o un Miller, l'applicazione del cosiddetto stile "Flusso di Coscienza" rende qualsiasi pagina perfettamente illeggibile, perché la trasporta nell'universo del Concettuale, uno dei grandi mali del mondo contemporaneo:-)
Mi chiedo come sia possibile che risulti una buona soluzione trasferire su carta tutti i pensieri così come ti vengono in mente, senza filtro? Nei secoli si sono sdoganate tante cose, ma certamente questa del flusso di coscienza rimarrà incomprensibile ai miei gusti.
Se uno è portato verso il farraginoso, il pesante, il modo di fare artistoide, ecco che Tropico del Cancro è una perla che non può mancare nelle vostre letture.
Completamente irriconoscibile il Miller che scrive di reportage, di storie di luoghi e persone che li abitano, come nel libro "Big Sur": non sembra davvero la stessa penna, la stessa testa. Il flusso di coscienza porta alla luce dei mostri interiori che davvero, magari è materia grezza interessante, ma certo debitamente lavorata, non buttata così in modo crudo e non filtrata.
Forse nemmeno la descrizione erotica/sessuale di Miller brilla molto, così come in Anais Nin, sua amante ed amica per anni.
In quel campo diventano entrambi così pesanti ed inconcludenti ai fini stilistici e di sostanza, che non puoi fare altro che chiudere il libro, in qualsiasi punto tu sia.
La vita è breve e, come diceva qualcuno, non si può sprecare in pagine che non vanno.

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