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Stirpe di navigatori
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Buticchi, Marco

Stirpe di navigatori

Longanesi, 26/09/2019

Abstract: Oggi. Sara Terracini, impegnata in una lunga traversata a bordo del Williamsburg insieme al marito, l'inafferrabile Oswald Breil, riceve un singolare incarico: tradurre un antico diario rinvenuto in un monastero di Lisbona. A scrivere le proprie memorie è un grande navigatore italiano, dal cognome molto eloquente: Alessandro Terrasini.Lisbona, 1755. I viaggi tra Italia e Portogallo della Frelon, l'imbarcazione del capitano Terrasini, sembrano procedere con regolarità e con profitto, grazie all'accordo per il commercio delle stoffe stretto con padre Rafael de Alves. Ma un duplice, tragico evento cambierà per sempre il loro destino. Il grande terremoto di Lisbona rade al suolo la città, provocando morti e devastazione. E nel quadro di instabilità civile e politica che ne segue, qualcuno si muove nell'ombra per portare a compimento le proprie oscure trame. Alessandro, Rafael e la giovane contessina Elisa si troveranno al crocevia di uno scontro di potere ad altissimo livello, costretti a contrastare negrieri, criminali ed eminenze grigie per salvare la propria vita e la propria stirpe.Congo e Stati Uniti, anni Sessanta. Separati a causa di un attentato, i due fratelli congolesi Matunde e Kumi Terrasin sono costretti a lasciare la terra natia per sopravvivere. Matunde, provetto chitarrista e cantante, cambierà nome in Matt Under e raggiungerà la fama, ma la sua sfolgorante carriera di rockstar sarà interrotta dalla terribile guerra in Vietnam. Kumi trova momentaneo rifugio a Parigi e diventa uno dei protagonisti della stagione di proteste studentesche. Ma nessuno dei due può sfuggire a lungo agli inseguitori, da sempre sulle loro tracce, perché i due fratelli sono gli unici testimoni viventi di qualcosa di sconvolgente. Qualcosa che nessuno deve sapere. Oggi. Matt Under, fratello del neopresidente del Congo Kumi Terrasin, è stato rapito. E c'è soltanto un uomo che può salvarlo: Oswald

Storia della liberazione sessuale. Il corpo delle donne tra eros e pudore
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Scaraffia, Lucetta

Storia della liberazione sessuale. Il corpo delle donne tra eros e pudore

Marsilio, 19/09/2019

Abstract: L'onda di ribellione che cinquant'anni fa ha investito l'Occidente ha avuto il merito di smantellare un sistema ipocrita e repressivo la cui doppia morale comportava per le donne un costo esorbitante: essere giudicate solo per la loro condotta sessuale, reale o supposta che fosse. Scoprendo il filo conduttore che lega processi apparentemente autonomi, Lucetta Scaraffia individua il passaggio epocale tra il declino del pudore e il trionfo del corpo quale protagonista della sfera sociale; smentisce le radici pseudoscientifiche della rivoluzione sessuale – in cui confluivano eugenetica, psicoanalisi e il "falso antropologico" che promuoveva il libero amore –; riconosce le ingerenze del mercato, culminate nella promessa di una "realizzazione sessuale" per tutti; da femminista cattolica, punta il dito contro gli errori della Chiesa, immaginandone il rinnovamento a partire dal ruolo centrale della donna. L'analisi ripercorre le vicende di guru e ideologi vari, figure come William Reich ed Herbert Marcuse, il cui messaggio è stato edulcorato o distorto, evidenzia il peso delle inchieste sociologiche come il Rapporto Kinsey e di un immaginario affermatosi attraverso libri, musica e cinema, fino alle perplessità avanzate dallo stesso femminismo sulle ricadute della liberazione sessuale. Con sguardo critico maturato nell'esperienza di quei giorni e nelle scelte successive di donna, madre e storica, l'autrice pone interrogativi ineludibili: quanto ha influito sulla formazione dell'identità e della libertà interiore il nuovo modo di vivere e di pensare il sesso, nucleo centrale delle relazioni fra i generi e fra le generazioni? Si è raggiunta la felicità prospettata per le donne e gli uomini del nostro tempo?

Shock politics. L'incubo Trump e il futuro della democrazia
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Klein, Naomi - Carlotti, Giancarlo

Shock politics. L'incubo Trump e il futuro della democrazia

Feltrinelli Editore, 19/09/2019

Abstract: "Lo stato di shock subentra quando si spalanca un baratro tra i fatti e la nostra capacità iniziale di spiegarli. Tantissimi di noi, quando si trovano in una situazione del genere, diventano vulnerabili alle autorità o alle figure autoritarie." L'elezione di Donald Trump segna una pericolosa crescita di tensione in un mondo sempre più afflitto dalla crisi della politica. Secondo Naomi Klein, sbaglia chi considera un caso soltanto americano il programma del nuovo presidente. Trump rappresenta un fenomeno globale, una tendenza già presente in tutte le democrazie occidentali. Una visione distorta della politica che ha la potenza di un brand. E che sarà ben presto all'origine di una catena di crisi in economia, nella sicurezza nazionale e per l'ambiente. Il fenomeno Trump non è un'aberrazione, quanto la logica estensione degli orientamenti politici ed economici più pericolosi dell'ultimo mezzo secolo.

Il lato fresco del cuscino. Alla ricerca delle cose perdute
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Zucconi, Vittorio

Il lato fresco del cuscino. Alla ricerca delle cose perdute

Feltrinelli Editore, 26/09/2019

Abstract: Le nostre vite sono segnate da oggetti che rimangono impressi nella memoria, come a scandirla con visioni e suoni che sembrano rimasti lì, a fissarci per sempre. Vittorio Zucconi affronta senza paura questo viaggio nel ricordo e ricuce i momenti di una vita popolata da personaggi straordinari. Così le cose si animano e animano la scrittura: ci sono il ticchettio della Lettera 22 paterna a cadenzare le insonnie infantili e il videoregistratore Betamax per sfuggire alla noia asfissiante dei plumbei inverni sovietici. Ci sono i dibattiti metafisici sulla piadina perfetta di Milano Marittima e l'aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, che sembrava a ogni momento sul punto di schiantarsi ma in cambio offriva un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia. E poi c'è l'ossessione ricorrente, la ricerca "illusoria e passeggera" per eccellenza, quella del lato fresco del cuscino. Che può essere un ricordo di bambino – le vacanze in Romagna, l'afa dell'Adriatico e i letti intrisi di sudore – o l'alba della liberazione di Kuwait City, mentre in un albergo rovente di Dammam, in Arabia Saudita, si cercava solo di dormire e non pensare alla "madre di tutte le guerre". Un'avventura nella memoria, una ricerca archeologica e un viaggio nei ricordi che diventano romanzo."Il più personale dei suoi libri in cinquant'anni di vita raminga da inviato" la Repubblica

Peccati immortali
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Cazzullo, Aldo - Roncone, Fabrizio

Peccati immortali

Mondadori, 24/09/2019

Abstract: Roma. Tra qualche anno. Salvini è caduto, dopo che un barcone di migranti è affondato davanti a un porto chiuso. Ora al governo ci sono il Pd e il Popolo dell'Onestà. Ma il premier è debole, e il nuovo ministro dell'Interno prepara un piano per prendere il potere.Su questo scenario si apre il giallo. Il cardinale Michelangelo Aldrovandi, l'unico conservatore a essersi conquistato la fiducia del Papa, viene trovato morto in circostanze oscure. Lo scandalo è messo a tacere. Ma Remedios, la suora che lo accudiva, ritrova un telefonino con quattro foto. Che compromettono - per un curioso dettaglio - il leader emergente del Popolo dell'Onestà.Il telefonino viene rubato. E lo cercano in molti. Per quelle foto, che possono far saltare il governo e il Vaticano, si tenta di uccidere. Si uccide. Ci si uccide. Sulla scena compaiono i servizi, i gendarmi del Papa, un vecchio senatore che sa tutto di tutti, un killer con uno strano vizio e un peso sulla coscienza. E compare una ex spia, Leone Di Castro detto Gricia per la sua voracità, che con suor Remedios forma una coppia di investigatori sottovalutata e quindi sorprendente.In un vortice di colpi di scena, delitti e situazioni grottesche, drammi e farse, Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone portano il lettore nei bassifondi e nell'empireo della capitale, nei campi della mafia nigeriana e nelle feste dei padroni di Roma, sino alle stanze segrete del potere e in fondo agli abissi dell'animo umano. Il racconto, tra personaggi reali e altri immaginari, consegna il ritratto del nostro Paese, del nostro popolo, del nostro tempo. E quando tutti i nodi sembrano sciogliersi, ecco che si profila la vera minaccia che incombe sulla cristianità.

La clausola del padre
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Khemiri, Jonas Hassen - De Marco Katia

La clausola del padre

Einaudi, 03/09/2019

Abstract: Un "figlio che è anche un padre" prende un congedo di paternità e resta a casa a occuparsi dei figli mentre la moglie va a lavorare. Quando il "padre che è anche un nonno", due volte all'anno, ritorna a Stoccolma, pretende che il figlio si occupi anche di lui. In mezzo ci sono loro, le donne - sorelle, madri, figlie - che provano a tenere insieme un mondo che sembra sempre piú intenzionato ad andare in pezzi. Raccontando la storia di una famiglia totalmente nevrotica e (quindi) perfettamente normale, Jonas Khemiri scrive il suo romanzo piú imprevedibile, divertente, doloroso e vero. Come ogni anno, un "padre che è anche un nonno" torna in Svezia a curare i suoi interessi e visitare la famiglia che ha abbandonato. Il padre ha cultura e tradizioni che si scontrano con la "svedesità" dei figli. E il suo atteggiamento borioso non facilita di certo i rapporti. Un tacito accordo vincola il figlio a occuparsi di lui a ogni penoso ritorno. Ora che a sua volta ha dei figli, un lavoro che odia e una vita da cui vuole fuggire, vedersi riflesso nel padre è l'ultima delle cose che vorrebbe fare. Anche sua sorella è già madre e incinta di un altro bambino che non è sicura di voler tenere: la sorte del feto sarà affidata a una singola connessione telefonica. Ma dieci giorni possono influenzare in modo inatteso le dinamiche di una famiglia tormentata dai fantasmi del passato e dai non detti del presente. Se per questi buffi personaggi, che potrebbero essere scappati dal set di un film di Wes Anderson, esiste una possibilità di riscatto, può venire solo dall'innocenza e dalla freschezza delle nuove generazioni. Jonas Khemiri è uno scrittore europeo: la contemporaneità dello sguardo, la capacità di raccontare le relazioni delle famiglie moderne, i sentimenti di chi vive sotto i cieli del "vecchio continente", le paure e le inquietudini di una società multietnica e in trasformazione, fanno di Khemiri una delle voci piú importanti da ascoltare per capire chi siamo."Un romanzo tenero e scintillante allo stesso tempo. Un'iniezione di vitamine per noi lettori"."M-magasin""Non ricordo l'ultima volta che ho letto una descrizione cosí vera di cosa vuol dire essere genitori oggi"."Vårt Land"

Amras
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Bernhard, Thomas - Olivetti Magda

Amras

Einaudi, 03/09/2019

Abstract: Scritto nel 1964, subito dopo Gelo, Amras è la storia di due giovani fratelli costretti a vivere in una torre, nei dintorni di Innsbruck, isolati dal mondo. Viene rievocata la storia della loro famiglia: i dissesti economici causati dal padre, l'epilessia della madre, il clima persecutorio dell'ambiente politico e culturale tirolese. La loro ambigua e morbosa simbiosi verrà spezzata drammaticamente. Lo stile del racconto è già caratterizzato da un flusso verbale a forte carica emotiva, ma la scrittura non è ancora venata dal cinismo beffardo dei libri successivi. È l'opera che piú si avvicina a una precisa e profonda "cognizione del dolore". Forse per questo in piú occasioni Bernhard stesso disse che Amras era il suo libro piú riuscito.Il racconto esprime, allo stesso tempo, la strenua volontà e l'impotenza dei personaggi di vivere nella realtà, e la rappresentazione di questa aporetica situazione esistenziale è affermata (e simultaneamente negata) con perfetta corrispondenza dai modi retorici che compongono il testo. Bernhard presenterà cosí il racconto in un autocommento mai pubblicato: "ad essere descritta è una superficie. Solo la descrizione di una superficie è possibile… Amras descrive una minima parte di un processo di dissoluzione di una genialogia [sic] familiare tirolese in cenni allusivi". I due protagonisti - divisi dentro e fuori se stessi, a partire da un'unità impossibile da ricomporre - sono calati in un mondo irto di contraddizioni, gettati nel buio del loro destino. E mentre il senso della loro vita si disperde, abbandonandosi nel flusso della frammentarietà, la narrazione, a sua volta, devia e divide i segni per impedire che questi s'irrigidiscano trafitti da un unico significato. La sfida per l'autore è descrivere il caos senza mai cedere un centimetro al caos. Nonostante la superficie non sia mai levigata dalla sintesi, in Amras va notato il modo in cui Bernhard collega elegantemente forme narrative eterogenee, dando l'impressione di un'unità di racconto che invece tradisce numerose lacune e cesure. Ardite modulazioni in cui piacere e dolore, oscurità e sapere s'intrecciano indissolubili. dalla prefazione di Vincenzo Quagliotti

Insieme ma soli
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Turkle, Sherry - Lilli Lorenzo - Bourlot Susanna

Insieme ma soli

Einaudi, 03/09/2019

Abstract: La vita intima di tutti noi dipende sempre piú dalla tecnologia. Navigando sui social, ci illudiamo di far parte di un gruppo di amici, che troviamo a centinaia su Twitter e Facebook, confondendo le miriadi di messaggi con la comunicazione autentica. Ma questa continua connessione produce solo una nuova solitudine. Secondo Sherry Turkle, l'aumento vertiginoso delle nostre interazioni con i supporti tecnologici mette gravemente in crisi le nostre vite emotive. Basato su centinaia di interviste raccolte in anni di ricerche sul campo, Insieme ma soli descrive le recenti, preoccupanti trasformazioni dei rapporti con amici, persone amate, genitori e bambini, e tutta la precarietà delle nostre certezze relative a privacy e comunità, intimità e solitudine. Un libro fondamentale per comprendere in tutta la sua complessità l'impatto psicologico, percettivo e sociale del mondo digitale sulle nostre vite. Con una nuova prefazione alla terza edizione americana.

Roma 2030. Il destino della capitale nel prossimo futuro
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De Masi, Domenico - De Cataldo Giancarlo - Abate Pietro - Cipolletta Innocenzo - Collu Cristiana - Danese Francesca - D'eramo Marco - Giovannini Enrico - Karrer Francesco - Locci Massimo - Martone Michel - Roma Giuseppe - Tocci Walter

Roma 2030. Il destino della capitale nel prossimo futuro

Einaudi, 03/09/2019

Abstract: Nel 1817, durante un soggiorno a Roma, Stendhal annotò: "Mai uno sforzo, mai un po' d'energia: niente che vada di fretta". Due secoli dopo è la volta di Andy Warhol: "Roma è un esempio di quello che succede quando i monumenti di una città durano troppo a lungo". Ma cosa potremo dirne nel prossimo futuro? Grazie a una ricerca condotta con il metodo Delphi da Domenico De Masi, disponiamo ora di uno scenario della Roma 2030 e delle sue tre anime: quella di metropoli, quella di capitale della Repubblica e quella di città-mondo. Allo studio hanno contribuito dodici grandi conoscitori del sistema urbano, esperti di altrettante discipline. Il destino di Roma, intrecciato con quello dell'Italia e del mondo, dipende dalla soluzione dei problemi amministrativi e, prima ancora, da una visione alta, coerente con il genius loci di questa città unica. Il premio Nobel Theodor Mommsen amava dire: "A Roma non si sta senza avere propositi cosmopoliti". E cosmopoliti vuol dire molto piú che globali.

Questione di vita e di morte
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Flores D'Arcais, Paolo

Questione di vita e di morte

Einaudi, 03/09/2019

Abstract: A chi appartiene la nostra vita? Detto altrimenti: sul nostro fine vita è preferibile che decidiamo noi o un estraneo che non conosciamo, scelto dal caso o dai rapporti di forza, che potrebbe essere anche un nostro nemico? Questo è l'unico interrogativo intellettualmente onesto, logicamente e moralmente onesto, con cui affrontare il tema del fine vita, del suicidio assistito, dell'eutanasia. Ed è l'interrogativo che Paolo Flores d'Arcais si pone in questo pamphlet, lucido, serrato e implacabile nel carattere stringente delle sue argomentazioni. La risposta ovvia è che preferiamo decidere noi. Perché mai dovremmo sottometterci a un altro, alla Chiesa, a una maggioranza politica? Tutti e ciascuno, senza eccezioni, preferiremmo essere noi a scegliere. Ad essere logicamente e moralmente onesti, perciò la questione del fine vita non costituisce un problema, non dovrebbe, almeno. Ha in sé la sua risposta: nessuno può imporre la propria volontà sul fine vita di un altro.

Contengo moltitudini. I microbi dentro di noi e una visione più grande della vita
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Yong, Ed

Contengo moltitudini. I microbi dentro di noi e una visione più grande della vita

La nave di Teseo +, 22/08/2019

Abstract: Il nostro corpo brulica di decine di trilioni di microbi. È un mondo intero, una colonia piena di vita. In altre parole, conteniamo MOLTITUDINI. I nostri partner microscopici costruiscono gli organi, ci proteggono dalle malattie, condizionano il nostro comportamento e ci bombardano con i loro geni. Hanno anche in mano le chiavi per comprendere tutta la vita sulla Terra. In Contengo moltitudini, Ed Yong ci aiuta a aprire gli occhi, invitandoci a osservare noi stessi e gli altri animali sotto una nuova luce, meno come individui e più come rigogliosi ecosistemi. Vedremo come i batteri possono modificare la nostra risposta ai farmaci anti-cancro, come calibrano il nostro sistema immunitario, influenzano la nostra evoluzione e persino modificano il nostro corredo genetico. E incontreremo gli scienziati impegnati a manipolare questi organismi microscopici a nostro vantaggio. In un milione di minuscoli modi, Contengo moltitudini modificherà radicalmente la maniera in cui pensiamo al mondo naturale, e l'idea che abbiamo di noi stessi. Non siamo mai soli, anche quando siamo soli. Esistiamo in simbiosi, un termine meraviglioso che descrive diversi organismi che vivono insieme. Alcuni animali sono colonizzati dai microbi quando sono ancora uova non fecondate; altri acquisiscono i loro primi partner al momento della nascita. Procediamo lungo le nostre vite sempre in loro presenza. Quando mangiamo, mangiano anche loro. Quando viaggiamo, viaggiano con noi. Quando moriamo, si nutrono di noi. Siamo un vero e proprio zoo: una colonia racchiusa all'interno di un singolo corpo. Un collettivo multi-specie. Un mondo intero."Pieno di sorprese e idee affascinanti. Un esempio di giornalismo scientifico al suo meglio."Bill Gates"Il libro di Yong è all'altezza del suo titolo, contiene una moltitudine di notizie rese in modo accessibile a tutti."The Wall Street Journal" Entusiasmante in modo contagioso."The New York Times Book Review

Physique du role
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Faletti, Giorgio

Physique du role

La nave di Teseo +, 01/08/2019

Abstract: In Psysique du rôle, il regista Andrea Marchesini è alle prese con il suo nuovo film: un fanta-horror sulla licantropia, in un'Umbria che sembra la Transilvania. Durante le riprese tutto procede per il verso giusto, finché l'attore che è stato scartato per la parte del protagonista non irrompe sul set… A volte i mostri della notte possono essere più vicini di quanto si creda.

L'ignoranza dei numeri. Storia di molti delitti e di poche pene
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Oreste, Francesco Paolo

L'ignoranza dei numeri. Storia di molti delitti e di poche pene

Baldini&Castoldi, 22/08/2019

Abstract: L'ispettore Romeo Giulietti è un uomo di speranze, è uno che crede nelle parole, più che nei numeri, e nei miracoli, perché gli è capitato di vederne qualcuno. La sua casa è il suo rifugio dove spesso sogna. Sogna frammenti della vita degli altri. I loro amori, le loro miserie, i loro dolori gli cadono dentro quando chiude gli occhi, quando il sonno dovrebbe essere ristoro e invece si trasforma in un valzer di immagini e parole da cui Giulietti cerca di trarre una soluzione, una spiegazione, un abbozzo di verità. Combattuto tra la legge che ha giurato di servire e la giustizia cui profondamente anela, tra l'amore impossibile per Rebecca, che lo ha lasciato e a cui non ha mai smesso di pensare, e le indagini da portare avanti, Giulietti trova conforto nel pragmatismo tagliente del suo fido assistente Michele, detto appunto 'a polemica, nei libri dei suoi autori preferiti, che sfoglia ogni volta che ha bisogno di trovare risposte, nella contemplazione di quel mare – il suo mare – che, silenzioso e onnisciente, è il solo (forse) in grado di restituirgli il vero senso delle cose. Così, in una Napoli sommersa dai rifiuti, l'ispettore si schiera dalla parte di un'umanità piccola piccola che lotta per sopravvivere. Per questo quando viene brutalmente assassinato Tatore 'o Scarrafone, che vive di furti e di espedienti, Giulietti vuole a tutti i costi scoprire la verità.Mi sono trovato dentro Napoli, nel suo metabolismo famelico, in mezzo ai suoi febbrili anticorpi, e ne sono uscito a fine storia, accompagnato all'uscita con un foglio di via, altrimenti sarei rimasto dentro.Dalla prefazione di Erri De LucaL'ispettore Romeo Giulietti non crede ai numeri e alle statistiche. Perché i numeri sono ignoranti, non sanno troppe cose, troppe storie e poi sono bugiardi, nascondono le facce, gli occhi. I numeri non sanno niente. E nemmeno sanno di non sapere.

Il botanista
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Jeanson, Marc - Fauve, Charlotte - Togliani, Maddalena

Il botanista

Corbaccio, 26/09/2019

Abstract: Un potente inno alla natura e al ruolo che le piante ricoprono nella nostra vitaMarc Jeanson è uno scienziato e un sognatore, appassionato di piante, di fiori, di alberi e di ramoscelli. Bisogna essere un po' folli, oppure ben consapevoli dei pericoli che gravano sulla Terra per percorrerla senza sosta tentando di ricostruirla all'interno del più grande erbario del mondo: quello di Parigi. Qui si trovano milioni di tesori: ghirlande di Ramses II, palme del Madagascar, camomilla d'Athis-Mons, rampicanti polinesiani ormai estinti, ma anche zucche e rabarbaro, cipollotti e susini… Otto milioni di esemplari raccolti in più di tre secoli e provenienti da tutto il pianeta, frutto di un'appassionata corsa al disvelamento di una natura vasta, misteriosa e tutta da decifrare, e nutrita dall'appetito di botanici che insieme erano anche orticoltori, missionari, esploratori e avventurieri come Michel Adanson, Joseph Pitton de Tournefort o Pierre Poivre.Uomo moderno, abituato ad attraversare la biodiversità con la velocità degli aerei e non con la lentezza dei viaggiatori che vedevano cambiare la vegetazione al ritmo lento dei loro passi, Marc Jeanson conserva però, degli antichi "botanisti", il piacere della scoperta, dei viaggi che fin da ragazzo lo hanno portato in tutto il mondo. Ma oggi, rispetto al passato, Marc Jeanson non si può accontentare di catalogare le specie vegetali: classificando, organizzando, testimonia anche tutta la ricchezza che è andata perduta, spesso a causa dell'uomo. E così facendo, non fa rivivere ciò che è scomparso, ma ce ne regala la magia. È un universo intero quello che dispiega davanti ai nostri occhi, palpitante, colorato, sublime, testimonianza del passato e monito per un futuro ancora possibile.Il botanista, scritto a quattro mani da Marc Jeanson e Charlotte Fauve, è un libro straordinario che attraversa tre secoli e mezzo di storia e che ci farà entrare in un mondo di cui non sappiamo quasi nulla e che tuttavia è sempre più in pericolo: il nostro.

Il clima siamo noi. Lettera a tutti
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De Wever, Anuna - Gantois, Kyra - Olyslaegers, Jeroen

Il clima siamo noi. Lettera a tutti

Solferino, 29/08/2019

Abstract: "Abbiamo cominciato molto in piccolo, più in piccolo di così è praticamente impossibile." Erano in due, due ragazze sedute a un tavolo in cucina: da lì è cominciata la protesta di Anuna e Kyra. Si sono dette: ora basta, è arrivato il momento di condividere, manifestare, insorgere contro il riscaldamento globale!A Bruxelles, il 10 gennaio 2019, gli studenti hanno organizzato una prima protesta contro le attuali politiche ambientali, ed erano in 3000. La settimana successiva, il loro numero era salito a 12.500, e poi a 35.000.Anuna e Kyra sono rapidamente diventate il volto di una generazione che non ha voglia di accontentarsi delle rassicurazioni dei politici, non accetta la condiscendenza con cui viene accolta la preoccupazione per lo stato di salute del pianeta.In questo libro le due attiviste si rivolgono a chi decide le strategie sul clima, a chi indirizza l'opinione pubblica, a genitori, nonni, coetanei. A tutti. Non basta dire che è nei piccoli gesti che si rispetta l'ambiente. Ci vogliono azioni decise, coordinate: il clima deve diventare la priorità.La loro voce è ingenua, ma proprio in questo sta la sua forza. Nel dire, in modo semplice e diretto, che i giovani hanno diritto a un futuro, e che questo futuro è ormai compromesso dal cambiamento climatico. E non c'è più molto tempo per correre ai ripari.

Storie di giocattoli. Dall'aquilone al tamagotchi
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Angiolino, Andrea - Sanna, Alessandro

Storie di giocattoli. Dall'aquilone al tamagotchi

Gallucci, 29/08/2019

Abstract: Chi ha avuto per primo l'idea di costruire oggetti fatti appositamente ed esclusivamente per giocare? Dalle classiche bambole fino ai più sofisticati videogiochi, tra le pagine del libro si alternano oggetti amati dai bambini di tutte le epoche, ad altri che forse solo i nonni ricordano, e altri ancora che rappresentano alcune delle più innovative e interessanti invenzioni degli ultimi anni.

Necropoli
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Chodasevic, Vladislav F.

Necropoli

Adelphi, 05/09/2019

Abstract: Questo libro, di cui presentiamo la prima traduzione al mondo, si apre sugli anni del primo Novecento russo. Era il momento di una equivoca ed esaltante mescolanza fra arte e vita: "Tutte le strade erano aperte, con un solo obbligo: andare quanto più possibile veloce e lontano. Questo era l'unico, il fondamentale dogma. Si poteva esaltare Dio come il Diavolo. Si poteva essere posseduti da qualsiasi cosa, entità: l'importante era la "pienezza della possessione"". Tutto andava offerto sull'altare delle emozioni. "Cogliamo gli attimi distruggendoli" disse Brjusov, gran sacerdote del simbolismo. C'era la posa teatrale e c'era il colpo di pistola. ""Perdo succo di mirtillo!" gridava il pagliaccio di Blok. Ma il succo di mirtillo talvolta si rivelò sangue vero".Chodasevič era allora un giovane poeta, dal segno elegante, dall'aria morbosa, dall'intelligenza acutissima. Oggi sappiamo che era un astro nella costellazione dei grandi poeti russi malmenati dalla storia, accanto alla Achmatova, a Mandel'štam, alla Cvetaeva, a Pasternak, anche se la sua opera solo ora comincia a essere scoperta. "Nell'aria afosa, come prima dei temporali, di quegli anni", troppo colmi di presagi (il suo amico Muni ne era così ossessionato che arrivò a dichiarare: "I presagi sono aboliti"), Chodasevič visse la nascita caotica della letteratura moderna in Russia. Si conoscevano tutti, percepivano miserie e incanti gli uni degli altri, avevano passioni per le stesse donne, litigavano, bevevano, perdevano al gioco. Poi venne la guerra, venne la rivoluzione, ai poeti cominciarono ad accompagnarsi i delatori. Pietroburgo appariva come "una città morta, sinistra". Nel 1922 Chodasevič riuscì ad abbandonare la Russia, non senza aver esortato i suoi amici nelle "ultime ore prima della separazione" a concordare i segnali "da scambiarsi nella tenebra che incombe". Da allora sino alla morte si può dire che non abbia assistito che all'estendersi, intorno a lui, di una sterminata "necropoli". Morivano uno dopo l'altro, suicidi, o assassinati o ridotti al silenzio. E uno dopo l'altro sfilano in questo libro: da Brjusov a Blok, da Esenin a Sologub, da Belyj a Gor'kij. Chodasevič non riesce a parlare di questi scrittori senza darci anche un giudizio penetrante sulla loro opera, ma non riesce a parlare della loro opera senza evocare la loro presenza, il loro gesto, spesso il loro convivere con le più ingombranti contraddizioni. Erano tutti personaggi di un immenso "romanzo russo", e come tali qui ci appaiono. Oscillavano tutti fra estremi, e riuscivano talvolta a mascherarne la natura. Come per Sologub, di ciascuno era difficile dire "da dove è partito e dove è arrivato, se dal sacrilegio alla preghiera o viceversa, dalla benedizione alla maledizione o viceversa". Crudele e commosso, questo libro è un salvataggio nella memoria dell'ultima grande letteratura russa, operato da uno dei suoi protagonisti, prima che la "necropoli" inghiottisse anche lui. Come scrisse lo stesso Chodasevič: "In un certo senso la storia della letteratura russa potrebbe essere definita la storia della distruzione degli scrittori russi".

La paga dei soldati
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Faulkner, William

La paga dei soldati

Adelphi, 05/09/2019

Abstract: Non sempre un'opera prima segna la nascita di uno scrittore. Ma se si tratta di William Faulkner, e se la materia del romanzo ha il sapore di un regolamento di conti, o di un risarcimento, il miracolo può avvenire. Quando "La paga dei soldati" esce per la prima volta, nel 1926, Faulkner ha trascorso gli otto anni dalla fine della Grande Guerra raccontando episodi del conflitto; e l'impressione che il lettore comune ricava dal libro è che il suo protagonista, il tenente Donald Mahon, sia un alter ego dell'autore. Così non è, dal momento che Faulkner, scartato dall'aviazione americana per un problema di centimetri e poi arruolatosi sotto falso nome in quella canadese, non aveva fatto in tempo a partire per l'Europa prima dell'armistizio: dunque non era stato, come Mahon, orribilmente ferito in combattimento, né aveva dovuto attraversare una tormentosa convalescenza affidandosi alle cure di tre donne – la sensuale fidanzata Cecily, "insincera come un sonetto francese", la governante Emmy, sua amante anni prima per una sola notte, e la giovane vedova Margaret Powers. Il dolore e le passioni di Mahon – o di quanto resta di lui – si trasformano così in quell'urlo che di Faulkner diverrà più tardi l'emblema: e in un magnifico furore che investe le passioni e le miserie di un intero microcosmo, su su fino alla "muta cacofonia dorata delle stelle".

La poesia del vivente. Leopardi con noi
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Prete, Antonio

La poesia del vivente. Leopardi con noi

Bollati Boringhieri, 05/09/2019

Abstract: Leopardi ci è familiare, molto più di altri classici del canone letterario. Tuttavia – come a volte accade con gli affetti profondi – non sapremmo dire tutte le ragioni di questa consonanza. Le letture adolescenti, mediate dalla scuola, lasciano in quelle adulte dei sedimenti che alimentano suggestioni, ma creano anche velature: è il caso del pessimismo, il cui manto "doloristico" mette in ombra ambivalenze irriducibili a formule compendiose. Forse perché nessuna categoria critica, per quanto temperata dall'acume di generazioni di esegeti, sfugge a un certo sentore di convenzione se si espone alla parola leopardiana. Antonio Prete l'ha interpellata lungo un'intera esistenza di studioso e di poeta, ed è la sua ininterrotta prossimità ad aiutare la nostra ad articolarsi, a trovare espressione. Sfiorando i testi con rara grazia, Prete ci conduce là dove poesia e pensiero diventano una sola cognizione del mondo, siano i Canti, le Operette morali, lo sconfinato Zibaldone, gli interni d'anima dell'Epistolario. In prosa o in versi, un'identica lingua del sentire, del desiderare e del patire dà voce alla finitudine umana, rinuncia a ogni protezione trascendente e sfida la "spiritualizzazione delle cose" che scorpora la vita da se stessa. Continuano ad aggirarsi tra noi, ancora più temibili di allora, i fantasmi della modernità, che Leopardi teneva a bada con un pensiero poetante capace di prestare ascolto alla "singolarità senziente, rammemorante e fantasticante". Un antropologo del concreto, cantore del vivente, terrestre e cosmologico insieme, ci viene qui incontro, preso per mano da un grande interprete.

L'invenzione degli animali
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Zardi, Paolo

L'invenzione degli animali

Chiarelettere, 05/09/2019

Abstract: Ascoltami – disse Kapoor –, il segreto è che la morale è solo un altro modo di dire la parola economia. Capito? "Credo che Zardi ami scrivere come baluardo contro la grettezza che ci circonda."Valeria Parrella "Ho sempre avuto una passione per i personaggi capaci di unire una totale assenza di morale a una certa simpatia umana." In un'Europa dilaniata dagli scontri e tagliata in due, in una società in cui la democrazia è stata svuotata di ogni significato e ogni cosa è decisa dagli imperativi dell'economia, l'azienda più grande del mondo ha riunito le migliori giovani menti del continente e ha affidato loro il compito di inventare un nuovo futuro. Tra questi promettenti scienziati c'è Lucia Franti che a Parigi lavora su un progetto di ibridazione genetica: l'obiettivo è porre le basi per un allevamento su larga scala di animali donatori di organi. La morte di una delle cavie, tuttavia, svelerà una realtà che nessuno vuole riconoscere e Lucia, suo malgrado, si troverà costretta a prendere decisioni che, in un drammatico crescendo di eventi, metteranno in pericolo la sua stessa vita.Ambientato in un futuro imminente, L'invenzione degli animali ruota attorno ai temi della coscienza degli esseri umani, la relazione tra genetica e mente, la diversità rifiutata, la responsabilità morale dei singoli individui e i rischi legati alla perdita di un'idea etica del mondo. Con una scrittura efficace e asciutta, Zardi costruisce un thriller inaspettato che ha il coraggio di guardare in faccia gli aspetti più oscuri del contemporaneo.