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× Nomi Simenon, Georges

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La persiane verdi
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

La persiane verdi / Georges Simenon ; traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio

Milano : Adelphi, 2018

Abstract: «Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato "Le persiane verdi" in una sorta di stato di grazia, all'indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Emile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant'anni, all'apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell'Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall'uno o dall'altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un'infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto - donne, fama, denaro -, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell'unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell'anima - quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi

Il fondo della bottiglia
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

Il fondo della bottiglia / Georges Simenon ; traduzione di Francesca Scala

Milano : Adelphi, 2018

Abstract: Accade molto di rado che Simenon segnali che i personaggi e gli eventi da lui narrati sono «puramente immaginari e privi di qualsiasi riferimento a persone viventi o defunte». Per capire come mai in questo caso ne abbia sentito il bisogno occorre tornare al 1945, quando al fratello Christian, condannato a morte in contumacia per aver coadiuvato le SS in una spedizione punitiva che aveva fatto ventisette vittime, Georges aveva consigliato di arruolarsi nella Legione straniera: un modo per scomparire, certo, e per riscattarsi - ma anche, cambiando cognome, per non compromettere lo scrittore ormai celebre con una parentela imbarazzante. «E colpa tua! Lo hai ucciso tu!» si sentì rinfacciare dalla madre allorché, ai primi di gennaio del 1948, lo stesso Georges le comunicò la morte, nel Tonchino, del figlio preferito. Nei mesi immediatamente successivi, quasi volesse espellere i propri fantasmi, Simenon scrisse due dei suoi romanzi più neri e potenti: "La neve era sporca" e "Il fondo della bottiglia". In quest'ultimo, uno stimabile avvocato, che è riuscito, partendo dal basso, a conquistarsi un posto nella ristretta comunità dei notabili di Nogales, al confine tra gli Stati Uniti e il Messico, vede vacillare tutte le sue certezze quando gli compare davanti, evaso dal carcere in cui scontava una condanna per il tentato omicidio di un poliziotto, il fratello minore - quello debole, irresponsabile, sfortunato, eppure dotato di un inquietante potere di seduzione -, che gli chiede di aiutarlo a passare la frontiera. Nel piccolo mondo costituito dai ricchi proprietari dei ranch l'arrivo dell'estraneo scatena una sorta di psicodramma, che culminerà in una vera e propria caccia all'uomo, mentre, fra odio è amore, rancori e sensi di colpa, sbronze e scazzottate, si consuma la resa dei conti tra i due fratelli. «In fondo P.M. non conosceva per niente il fratello. A parte qualche vago ricordo d'infanzia, lo conosceva meno di un estraneo appena incontrato. A Emily Donald chiedeva regolarmente soldi, no? Nelle sue tasche dovevano essere finiti tutti i risparmi della sorella. Di sicuro la impietosiva con qualche frase ben congegnata, le parlava di Mildred, dei bambini. Probabilmente aveva provato a batter cassa anche dal padre. «Quelli come lui, che parlano con compiacimento della propria sfortuna e della propria onestà, credono che tutto gli sia dovuto».

In caso di disgrazia
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Simenon, Georges

In caso di disgrazia / Georges Simenon

Milano : Adelphi, 2018

Abstract: "Il sottoscritto, Lucien Gobillot, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali..." No, non è così che bisognava cominciare: così si cominciano i testamenti. Già. Ma allora, perché scrivere quella specie di memoriale? Per chi? "In caso di disgrazia. Nell'eventualità che le cose finissero male". E come altro sarebbe potuta finire quella storia? Era cominciata un anno prima, quando Yvette, quella puttanella insieme cinica e fragile, furba e innocente, era andata a chiedergli di assumere la sua difesa, la sua e quella dell'amica con la quale aveva tentato di rapinare un orefice riuscendo solo a mandarne la moglie all'ospedale...

Il fiuto del dottor Jean
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Simenon, Georges

Il fiuto del dottor Jean : e altri racconti / Georges Simenon

Milano : Adelphi, 2018

Abstract: Il 1938 è per Simenon un anno fausto: pubblica, da Gallimard, dieci romanzi e due raccolte di novelle, nonché, nella collana «Police-Film», dieci nuove inchieste di Maigret (che pure, nel 1934, aveva deciso di mandare in pensione). Nel frattempo, mentre ristruttura una casa a Nieul-sur-Mer, nella Charente-Maritime, non smette di produrre a un ritmo infernale: «non romanzi, che avrebbero richiesto troppa concentrazione, ma racconti di una cinquantina di pagine, uno al giorno». Tra gli altri, nel corso del solo mese di maggio, ne scrive tredici dedicati al dottor Jean Dollent: un giovane medico di campagna che, per la sua statura non imponente, ma soprattutto perché è una persona semplice e gentile, i pazienti chiamano familiarmente «il dottor Jean», o anche solo «il dottorino». Irruente, competitivo ed entusiasta (nonché sensibile al fascino femminile e incline all'innamoramento), il dottorino scopre di possedere notevoli capacità investigative, di essere «un risolutore di enigmi umani» - simile, in questo, al commissario Maigret, e come lui pronto a mettersi nella pelle degli altri, a «vederli muoversi nel loro ambiente». Con Jean Dollent, Simenon ci regala un personaggio non meno accattivante dei componenti dell'Agenzia O - un personaggio capace di conquistarci al primo incontro.

Il Club delle Vecchie Signore
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Simenon, Georges

Il Club delle Vecchie Signore : e altri racconti / Georges Simenon ; traduzione di Leopoldo Carra

Milano : Adelphi, 2017

Abstract: Si concludono, con questo quarto volume, le avventure dei detective dell'Agenzia O, «una delle agenzie investigative più famose del mondo ». E Simenon, che ormai ci ha preso gusto, si diverte a metterli nelle situazioni più incongrue, e a volte decisamente comiche. Dopo questi quattordici racconti - buttati giù nel corso del solo mese di giugno 1938 a Villa Agnès, a La Rochelle -, Simenon abbandonerà alloro destino i quattro protagonisti di queste indagini scanzonate e piene di humour. Ma sarà valsa la pena di fare la loro conoscenza.

Il sorcio
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Simenon, Georges

Il sorcio / Georges Simenon ; traduzione di Simona Mambrini

Milano : Adelphi, 2017

Abstract: Raramente Simenon ha creato un intreccio così ricco e frizzante come in questo romanzo, che è stato definito «un Maigret senza Maigret», e in cui ritroviamo, in compenso, alcuni dei suoi celebri «comprimari»: Lucas, qui promosso commissario, e il perennemente scalognato ispettore Lognon. Sullo sfondo dei quartieri più chic di Parigi, tra i caffè degli Champs-Elysées e gli alberghi di lusso intorno all'Opera, lo scrittore si diverte a mescolare con spettacolosa abilità la scomparsa di un cadavere, una banda di gangster, una «pupa» che è uno schianto, un faccendiere ungherese, l'alta finanza, l'alta società, la Polizia giudiziaria e un rapimento da film americano. Ma, soprattutto, dà vita a uno dei suoi personaggi più accattivanti: Ugo Mosselbach, detto il Sorcio, un anziano barbone di origine alsaziana (in passato organista e insegnante di solfeggio), il quale, tutt'altro che mortificato dalla sua condizione, è una sorta di guitto beffardo, che Simenon descrive così: «un ometto magro, con due occhi eccezionalmente vivaci e maliziosi, una peluria rossiccia che tendeva al bianco sporco e un modo personalissimo di portare stracci troppo grandi per lui con una dignità che rasentava l'eleganza». La sera in cui trova un portafogli gonfio di dollari, il Sorcio architetta un piano infallibile, che dovrebbe permettergli di comprarsi la vecchia canonica di Bischwiller-sur-Moder dove sogna di finire i suoi giorni. C'è purtroppo un piccolo dettaglio, che complicherà parecchio le cose: il portafogli era accanto a un cadavere. Sarà la curiosità (ma anche la voglia di sfidare l'ispettore Lognon!) a spingerlo a condurre una sua indagine parallela, che lo catapulterà in una sequela di guai.

La casa dei Krull
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Simenon, Georges

La casa dei Krull / Georges Simenon ; traduzione di Simona Mambrini

Milano : Adelphi, 2017

Biblioteca Adelphi ; 662

Abstract: La casa dei Krull è al margine estremo del paese, e loro stessi ne vengono tenuti ai margini. Benché naturalizzati, restano gli stranieri, i diversi. Da sempre, e nonostante gli sforzi fatti per integrarsi. Nel loro emporio non si serve la gente del luogo, neanche i vicini, ma solo le mogli dei marinai che a bordo delle chiatte percorrono il canale. E quando davanti all’emporio viene ripescato il cadavere di una ragazza violentata e uccisa, i sospetti cadono fatalmente su di loro. In un magistrale crescendo di tensione, e con un singolare (e formidabile) rovesciamento, vediamo montare l’ostilità della popolazione francese verso la famiglia tedesca, e l’avversione per una minoranza, che rappresenta un perfetto capro espiatorio, degenerare progressivamente in odio e violenza. Mentre all’interno della casa dei Krull ciascuno deve fare i conti con le proprie colpe e le proprie vergogne nascoste. In questo romanzo oscuramente profetico, scritto alla vigilia della guerra, Si-menon affronta un tema che gli sta molto a cuore, e lo fa scegliendo il punto di vista, disincantato e sagace, di un cugino dei Krull, un ospite tanto più inquietante, e imbarazzante, in quanto diverso, per così dire, al quadrato: diverso, come i Krull, dagli abitanti del paese, ma diverso anche da loro stessi, perché dotato di un buonumore «sconosciuto in quella casa», e di una disinvoltura, di una «leggerezza fisica e morale» che la rigida etica protestante paventa e aborre - e sarà proprio questa sua intollerabile estraneità a scatenare la tempesta.

La fioraia di Deauville
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

La fioraia di Deauville : e altri racconti / Georges Simenon ; traduzione di Marina Di Leo

Milano : Adelphi, 2017

Abstract: Nei quattro racconti contenuti in questo terzo volume siamo tra la commedia giallo-sentimentale alla Lubitsch e le gag di Harold Lloyd e di Laurel & Hardy, tra grand hotel della Costa Azzurra e sale da gioco di Deauville, tra presunte miliardarie e improbabili cinematografari. In forma smagliante, gli investigatori dell'Agenzia O, che abbiamo ormai imparato a conoscere, danno il meglio di sé.

L'uomo nudo
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Simenon, Georges

L'uomo nudo : e altri racconti / Georges Simenon ; traduzione di Marina Di Leo

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: "Dicono che molte donne siano gelose della suocera. Si lamentano del fatto che i mariti, quando tornano "a casa loro" anche solo per un'ora, assumono un'aria beata e particolarmente allegra che le irrita. "Il grande e grosso Torrence non era mai così raggiante come al rientro da un giretto "a casa sua". E "casa sua", per lui, era quella in cui aveva mosso i primi passi della carriera, il Quai des Orfèvres, dove, in qualità di ispettore della Polizia giudiziaria, era stato per quindici anni il braccio destro del commissario Maigret. "Per i colleghi, Torrence aveva fatto una brutta fine, diventando un detective privato. Per la maggior parte della gente, invece, aveva fatto fortuna, poiché adesso era, almeno ufficialmente, a capo della più seria, nota e illustre di tutte le agenzie investigative: l'Agenzia O".

Maigret e il produttore di vino
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Simenon, Georges

Maigret e il produttore di vino ; La pazza di Maigret ; Maigret e l’uomo solitario ; Maigret e l’informatore ; Maigret e il signor Charles / Georges Simenon

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: Maigret e il produttore di vino «L’hai uccisa per derubarla, vero?». «Non volevo ucciderla. Altrimenti perché mi sarei portato solo una pistola giocattolo?». «Sapevi che aveva molto denaro?». La pazza di Maigret Al Quai des Orfèvres l’agente Picot montava la guardia a sinistra del portone, mentre il suo compagno Latuile piantonava il lato destro. Erano circa le dieci di una mattina di maggio, il sole sfolgorava e Parigi aveva assunto tinte pastello. Maigret e l’uomo solitario Alle nove di mattina faceva già caldo. Maigret, in maniche di camicia, scorreva svogliatamente la posta, lanciando ogni tanto un’occhiata fuori dalla finestra. Non un fremito agitava le fronde degli alberi sul quai des Orfèvres e la Senna era piatta e liscia come seta. Maigret e l’informatore Quando suonò il telefono, Maigret, infastidito, emise un mugugno. Non aveva la minima idea di che ora fosse, né gli venne in mente di guardare la sveglia. Usciva da un sonno profondo, e sentiva ancora un peso sul petto. A piedi nudi, camminando come un sonnambulo, si diresse verso l’apparecchio. Maigret e il signor Charles In un raggio di sole marzolino ancora un po' timido Maigret stava giocando. Non con i cubi, come da bambino, ma con le sue pipe. Ne aveva sempre cinque o sei sulla scrivania, e ogni volta che voleva riempirne una la sceglieva accuratamente in base al suo umore

Lo Strangolatore di Moret
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Simenon, Georges

Lo Strangolatore di Moret : e altri racconti / Georges Simenon ; traduzione di Martina Di Leo

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: Continuano le avventure dei quattro membri dell'Agenzia O: il suo capo (almeno ufficialmente) è l'ex ispettore Torrence, il quale, nel primo di questi racconti, si troverà ad affrontare, con metodi assai discutibili, il direttore della Polizia giudiziaria e il suo ex collega Lucas, mentre nel secondo verrà trascinato dal suo finto fotografo e vero capo Émile (che, come Maigret, ha un debole per le locande dell'Île-de-France) sulle rive del Loing a indagare su due misteriosi omicidi; e sarà ancora Émile, nel terzo, a scoprire un cadavere nascosto nello sgabuzzino delle scope di un alberghetto grazie a un messaggio inviato da una giovane donna in alfabeto Morse... con i tacchi delle scarpe!

Il passeggero del Polarlys
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Simenon, Georges

Il passeggero del Polarlys / Georges Simenon ; traduzione di Annamaria Carenzi Vailly

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: Ancor prima che, in una nebbia glaciale, il Polarlys lasci il porto di Amburgo, il capitano Petersen fiuta la presenza di quello che i marinai chiamano il malocchio, e intuisce che non sarà uno dei soliti viaggi - anche se ci sono gli stessi ufficiali che conosce da anni, e l'abituale carico di macchinari, frutta e carne salata che in Norvegia verrà scambiato con uno di merluzzo, olio di foca e pelli di orso. Da subito, per dire, quell'olandese di diciannove anni che la compagnia gli ha mandato come terzo ufficiale - un ragazzino, pallido e magro nella sua uniforme impeccabile, appena uscito dalla scuola navale - non gli piace granché. E ancor meno gli piace il vagabondo che il capo macchinista ha raccattato sul molo per sostituire un carbonaio malato. Così come non può non preoccuparlo il fatto che uno dei cinque passeggeri sia scomparso nel nulla dopo essersi registrato. E soprattutto che tra quelli rimasti ci sia lei, Katia Storm: una specie di biondissima, filiforme, ambigua creatura, dotata di un guardaroba raffinato e di un fascino perturbante. Un'apparizione decisamente incongrua a bordo del tutt'altro che lussuoso Polarlys. Né gli eventi, anche sanguinosi, che si verificheranno a bordo via via che il mercantile si spingerà verso il buio e il gelo della notte polare saranno in grado di tranquillizzare il capitano...

Maigret e i vecchi signori
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

Maigret e i vecchi signori ; Maigret e il ladro indolente ; Maigret e le persone perbene ; Maigret e il cliente del sabato ; Maigret e il barbone / Georges Simenon

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: Dodicesimo volume della raccolta delle opere di Maigret. Le inchieste del commissario Maigret raccolte in questo volume sono state scritte tra il giugno 1960 e il marzo 1963.

Maigret perde le staffe
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

Maigret perde le staffe ; Maigret e il fantasma ; Maigret si difende ; La pazienza di Maigret ; Maigret e il caso Nahour / Georges Simenon

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: Tredicesimo volume della raccolta delle opere di Maigret. Le inchieste del commissario Maigret raccolte in questo volume sono state scritte tra l'ottobre del 1963 e il dicembre del 1966

La scala di ferro
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Simenon, Georges

La scala di ferro / Georges Simenon ; traduzione di Laura Frausin Guarino

Milano : Adelphi, 2016

Abstract: Tutto era cominciato (ma quando, esattamente? Lui stesso non riusciva a ricordarsene) con una improvvisa sensazione di vertigine, accompagnata da "un intenso e molesto calore alla gola". Poi, in seguito al ripetersi delle crisi, aveva consultato vari medici, l'ultimo dei quali gli aveva consigliato di prendere nota di che cosa aveva fatto, e mangiato, prima di ogni crisi. In quegli appunti, buttati giù su un foglietto che nascondeva tra le pagine di un libro, aveva deciso di annotare anche altro: quello che sua moglie, a differenza di lui, non aveva mangiato. E, dall'appartamento collegato attraverso una scala a chiocciola con la cartoleria di cui sua moglie era la "padrona", aveva cominciato a spiarla, ad ascoltare le sue telefonate, a cercare delle prove. A volte quasi si vergognava di rimuginare quei vaghi sospetti: si amavano da così tanto tempo, loro due! Altre volte, invece, gli veniva voglia di "afferrarla per le spalle" e, guardandola negli occhi "come si guardavano quando si stringevano appassionatamente l'uno all'altro", dirle: "Ho vissuto qui, con te, per quindici anni. Abbiamo fatto di tutto perché i nostri due corpi fossero un corpo solo, perché la tua saliva fosse la mia, perché il tuo odore e il mio odore fossero il nostro odore. Ci siamo accaniti a far sì che il nostro letto diventasse il nostro universo... Dimmi la verità". Ma sarebbe mai riuscito a formulare quella invocazione, a chiedere pietà?

Tre inchieste dell'ispettore G.7
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

Tre inchieste dell'ispettore G.7 / Georges Simenon ; traduzione di Marina Di Leo

Milano : Adelphi, 2015

Abstract: G.7 è uno strano tipo. Nella vita quotidiana sembra più giovane di quanto non sia, e ha modi così gioviali che si stenta a prenderlo sul serio. Ma appena comincia a seguire un caso il suo atteggiamento cambia. Si chiude in se stesso. E, cosa più strana, assume un'aria timida che non si addice affatto all'immagine convenzionale del poliziotto. Mi è capitato di vedergli condurre un interrogatorio: ci mancava poco che si mettesse a balbettare. Nessuna ostentazione. Nessuna spavalderia. Semmai un certo imbarazzo, come se si sentisse fuori posto. Per ore e ore non fa il minimo accenno all'inchiesta. Beve. Mangia. Segue con lo sguardo il viavai della strada. Mi risponde a monosillabi. E alla fine, vedendogli prendere una decisione improvvisa, mi rendo conto con mio grande stupore che la sua mente non ha smesso un istante di lavorare.

Maigret e il ministro
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

Maigret e il ministro ; Maigret e il corpo senza testa ; La trappola di Maigret ; Maigret prende un granchio ; Maigret si diverte / Georges Simenon

Milano : Adelphi, 2015

Abstract: Decimo volume della raccolta delle opere di Maigret.

Un Natale di Maigret e altri racconti
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Simenon, Georges

Un Natale di Maigret e altri racconti / Georges Simenon ; traduzione di Marina Di Leo

Milano : Adelphi, 2015

Abstract: Nessuno ammazza un poveraccio, che diamine! Oppure li si ammazza in serie, si fa una guerra o una rivoluzione. E se capita che un poveraccio si ammazzi con le proprie mani, non lo fa certo con una carabina ad aria compressa mentre si sta massaggiando i piedi. Se almeno Tremblet avesse avuto un nome straniero, invece di essere banalmente del Cantal! Si sarebbe potuto supporre che appartenesse a chissà quale società segreta del suo Paese... Insomma, quel Tremblet non aveva affatto le caratteristiche di uno che muore assassinato! Ed era proprio questo a rendere tutto più angosciante: l'appartamento, la moglie, i ragazzini, il marito in camicia e quel proiettile che aveva fatto 'psst'...

Maigret et les filles de joie
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Materiale linguistico moderno

Simenon, Georges

Maigret et les filles de joie / Georges Simenon

Paris : Librairie générale française, 2014

Il grande male
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Simenon, Georges

Il grande male / Georges Simenon ; traduzione di Barbara Bertoni

Milano : Adelphi, 2015

Abstract: Al centro di questo romanzo si staglia - occhiuta, dispotica, orgogliosa - una figura femminile tra le più memorabili delle tante che Simenon ci ha regalato: quella della signora Pontreau. Vedova, con tre figlie, barricata in una sprezzante e dignitosa miseria, la vediamo, in una delle prime scene a cui assistiamo, spingere giù dalla finestrella del granaio, con implacabile freddezza, il genero paralizzato da una crisi di epilessia. La morte di quel buono a nulla, di quell'inutile biondino dalle gambe molli, le consentirà di mettere le mani su una parte della proprietà e di riprendere un saldo controllo sulle figlie. Ma sullo sfondo, delirante e minacciosa, c'è un'altra donna, una vecchia domestica a ore, che forse ha visto, che forse ha dei sospetti, e che potrebbe parlare, o ricattarla. Perché tutto sia soffocato, perché una greve cappa di silenzio scenda sulle vittime e sui colpevoli, e perché ogni cosa, il paese come la grande casa dalle finestre sprangate delle Pontreau, ripiombi in una calma sinistra, il prezzo da pagare sarà altissimo ma soprattutto occorreranno altre vittime. Con la crudele esattezza che è soltanto sua, Simenon ha ritratto una società arcaica e ripiegata su stessa, in cui è il potere delle donne a decidere della vita e della morte.